Il terremoto di Tuscania del 1971
La sera del del 6 febbraio 1971, alle ore 19.09, una scossa con un'intensità stimata tra il VIII e il IX grado della scala Mercalli, fece tremare i comuni di Arlena di Castro e Tuscania, a circa 20 km da Viterbo.
Poco più di un'ora dopo un'altra forte scossa aggravò la situazione.
Il terremoto causò 22 vittime e un centinaio di feriti.
L'area interessata dal sisma fu limitata al viterbese, anche se il sisma fu avvertito a Roma e nel Lazio meridionale.
La città più colpita fu Tuscania dove il 60% degli edifici risultarono danneggiati, infatti si ebbero molti crolli soprattutto nel quartiere medievale le cui fondamente poggiavano su strati di lava e tufo. La chiesa di San Pietro e la basilica di Santa Maria Maggiore subirono danni ingenti, come altri monumenti della città.
Putroppo anche il ponte sul fiume Marta subì danni gravi, tanto da ostacolare il passaggio dei mezzi di soccorso.
Gli sfollati furono oltre 4000, tutti ricoverati nelle tendopoli.
Poco più di un'ora dopo un'altra forte scossa aggravò la situazione.
Il terremoto causò 22 vittime e un centinaio di feriti.
L'area interessata dal sisma fu limitata al viterbese, anche se il sisma fu avvertito a Roma e nel Lazio meridionale.
La città più colpita fu Tuscania dove il 60% degli edifici risultarono danneggiati, infatti si ebbero molti crolli soprattutto nel quartiere medievale le cui fondamente poggiavano su strati di lava e tufo. La chiesa di San Pietro e la basilica di Santa Maria Maggiore subirono danni ingenti, come altri monumenti della città.
Putroppo anche il ponte sul fiume Marta subì danni gravi, tanto da ostacolare il passaggio dei mezzi di soccorso.
Gli sfollati furono oltre 4000, tutti ricoverati nelle tendopoli.

