Benvenuto e Introduzione
DOMENICO SCRIGNA - TRA IL FUOCO E LA STORIA
Venti anni di soccorso nell'obiettivo (1935-1955)
Venti anni di soccorso nell'obiettivo (1935-1955)
Introduzione Generale
L’occhio del fronte: una storia di uomini e di memoria
Benvenuti in questo viaggio visivo che attraversa oltre due decenni di storia del soccorso torinese. Questa mostra è dedicata a Domenico Scrigna, Vigile del Fuoco a Torino dal 1925 al 1955: un uomo che ha saputo unire al rigore del servizio pubblico una sensibilità artisticistica non comune.
In occasione del 125° anniversario della sua nascita, l’esposizione celebra un autore che ha fatto della fotografia una missione di memoria. Le immagini e gli oggetti che state per osservare nascono dall'occhio e dal cuore di chi la divisa la indossava ogni giorno.
Il percorso affonda le sue radici nella lungimiranza di un’altra grande figura, il Comandante Luigi Spezia, che già nell’Ottocento intuì il valore documentale della fotografia. Ma il focus è interamente su Scrigna, la cui opera merita di essere inserita nella grande tradizione del reportage bellico e sociale, al pari di nomi come Robert Capa. Scrigna ha raccontato il "fronte interno", dove le trincee erano fatte di macerie urbane e i soldati erano pompieri armati solo di coraggio e picconi.
L'obiettivo di Scrigna si snoda attraverso due decenni: dall’incendio del Teatro Regio del 1936 ai drammi dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fino ai giorni della Liberazione, quando il soccorso si fece resistenza attiva nelle file dei partigiani delle squadre SAP. Con la fine del conflitto, la sua pellicola si faceva cronaca della ricostruzione: dagli incendi industriali alle missioni nel Polesine e in Olanda.
Vi invitiamo a osservare queste fotografie come frammenti di vita vissuta, dove ogni scatto racconta una storia di abnegazione, coraggio e profonda conscience civile.
In occasione del 125° anniversario della sua nascita, l’esposizione celebra un autore che ha fatto della fotografia una missione di memoria. Le immagini e gli oggetti che state per osservare nascono dall'occhio e dal cuore di chi la divisa la indossava ogni giorno.
Il percorso affonda le sue radici nella lungimiranza di un’altra grande figura, il Comandante Luigi Spezia, che già nell’Ottocento intuì il valore documentale della fotografia. Ma il focus è interamente su Scrigna, la cui opera merita di essere inserita nella grande tradizione del reportage bellico e sociale, al pari di nomi come Robert Capa. Scrigna ha raccontato il "fronte interno", dove le trincee erano fatte di macerie urbane e i soldati erano pompieri armati solo di coraggio e picconi.
L'obiettivo di Scrigna si snoda attraverso due decenni: dall’incendio del Teatro Regio del 1936 ai drammi dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fino ai giorni della Liberazione, quando il soccorso si fece resistenza attiva nelle file dei partigiani delle squadre SAP. Con la fine del conflitto, la sua pellicola si faceva cronaca della ricostruzione: dagli incendi industriali alle missioni nel Polesine e in Olanda.
Vi invitiamo a osservare queste fotografie come frammenti di vita vissuta, dove ogni scatto racconta una storia di abnegazione, coraggio e profonda conscience civile.