Il "Carro di secondo soccorso" del Comandante Penna
Pietro Penna è stato il primo Comandante dei Civici Pompieri di Cremona, in servizio per oltre trent’anni, dal 1° di ottobre del 1890 al 31 agosto del 1921, diventando il più longevo dei Comandanti cremonesi.
Penna arrivò a Cremona dopo aver superato e vinto il concorso per Istruttore Pompiere, indetto dal Comune di Cremona (avviso comunale n° 7146 del 12 luglio 1890) ed espletato il 15 agosto 1890 con relativa assunzione avvenuta in data 13 settembre 1890.
Dagli atti del concorso risulta che Penna era nato il 16 luglio 1858; aveva svolto la funzione di “torchiaio” e successivamente, aveva prestato servizio nel Regio Esercito col grado di Caporale Maggiore nel Distretto militare di Lecco per due anni.
Da sottolineare il fatto che Penna si firmava sempre come “Capo Istruttore Pompiere” e mai come “Comandante” forse, perché all’e-
poca tale mansione non era ancora contemplata nell’organico comunale. Egli all’epoca del concorso – il 1890 – disponeva di una buona competenza essendo inserito nel Corpo dei Civici Pompieri di Milano dal 7 dicembre 1882 in qualità di Vice Capo di 1° Classe, incaricato dell’istruzione degli allievi.
A Milano, in via Ansperto 4, Penna aveva svolto otto anni di servizio continuato, infatti di lui si scrive che aveva un’intelligenza spigliata per le mansioni del suo grado. Era dotato inoltre di una buona preparazione letteraria ed aveva una buona preparazione tecnica, soprattutto rispetto alle attrezzature utilizzate dal Corpo Pompieri all’epoca.
Pietro Penna si teneva comunque sempre aggiornato rispetto a nuovi macchinari e nuove tecnologie in uso, partecipando a Congressi ed esercitazioni allestite spesso fuori Cremona. Nell’espletamento del suo ruolo egli non mancò di stimolare l’amministrazione comunale di Cremona per promuo-vere acquisti atti a migliorare il servizio di spegnimento incendi, fino al punto di progettare lui stesso un carro di secondo soccorso che poteva accelerare ed agevolare il servizio, sempre in caso di incendio.
Rimangono presso l’Archivio di Stato di Cremona i disegni di questo carro di secondo soccorso a dimostrazione della competenza di Penna e della sua volontà di miglioramento del servizio pompieristico, servizio che a Cremona risultava piuttosto in affanno rispetto alle tecnologie in uso nelle città vicine.
Descrizione tecnica del carro di secondo soccorso
Disegno presentato all’Ufficio Tecnico del Comune di Cremona, in scala 1: 10, della fine del sec XIX/inizio XX. Non sappiamo se venne mai realizzato il prototipo di questo carro che risulta piuttosto complesso e completo.
Il carro è disegnato a china, in due colori, nero e rosso, con disegni prospettici per avere una comprensione completa dello stesso: visto di fronte, nella parte posteriore, in quella anteriore, infine di fianco e di sotto. Il carro è dotato inoltre di diversi cassetti: laterali, anteriori ed uno posteriore. Per ogni cassetto è indicato con precisione il materiale che questo doveva contenere.
L’elenco che riportiamo integralmente risulta piuttosto interessante poiché ci rimanda alla storia delle attrezzature in uso nel Corpo Pompieri alla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Novecento.
- Nel cassetto posteriore: 4 secchioni di zinco; 4 secchie di zinco; 20 secchie di tela; 1 sacchetto di tela per contenere le 20 secchie; 20 torcie di resina; 1 recipiente pel petrolio; 5 badili; 1 tridente; 1 bidente; 1 sega a filetto con custodia; 1 mannaia; 1 piccone; 2 martelli da muratore; 2 scalpelli da muratore assortiti.
- Nel secondo cassetto posteriore: 4 lanterne a moccoli; 1 scattola pei moccoli di scorta.
- Sotto il letto del carro: 1 graffio di ferro diviso in due pezzi; 1 scala a gancio snodata; 1 trepiede per fiaccola grande; 1 bastone a punta di ferro pure per la fiaccola grande; 2 cinghie di tessuto per facilitare il tiraggio del carro.
- Nei due cassetti laterali: 2 tubi di aspirazione; 2 bastoni di manovra; 4 bastoni per secchioni; 2 leve di ferro assortite.
- Sui cassetti laterali: 2 fiaccole grandi e relativi paraventi.
- Nel cassetto anteriore: 7 metri di tubo di canapa; 1 corda grossa ad osso; 1 collo d’oca; 1 menera* inglese; 1 menera* per dadi; 1 menera* per l’aspirazione; 1 sacchetto di tela contenente: 1 orificio di ricambio; 4 fascette di tela; 1 sostegno di tessuto con gancio; 1 rocchetto con spago; 1 falcetto; 1 libretto pel corredo.
- Sul letto del carro: 1 pompa Norimberga; 1 lancia completa sulla pompa; 1 corda ad osso (nella vasca delle pompe).
Penna brevettò anche una scala ad arpioni con chiusura automatica premiata all’Esposizione di Milano nel 1906 e ricevette, sempre per questa scala, una medaglia d’argento all’Esposizione di Torino nel 1911. Un altro progetto (questo risulta effettivamente costruito) è quello di un quadriciclo per il “trasporto veloce (delle attrezzature) sul luogo dell’incendio”[costruito dalla Ditta Bertolotti di Soresina (CR) nel 1912].
Qualche soddisfazione gli arrivò ma non dalla città di Cremona dove egli terminò il suo incarico nel 1921.
*Menera = Chiave
Penna arrivò a Cremona dopo aver superato e vinto il concorso per Istruttore Pompiere, indetto dal Comune di Cremona (avviso comunale n° 7146 del 12 luglio 1890) ed espletato il 15 agosto 1890 con relativa assunzione avvenuta in data 13 settembre 1890.
Dagli atti del concorso risulta che Penna era nato il 16 luglio 1858; aveva svolto la funzione di “torchiaio” e successivamente, aveva prestato servizio nel Regio Esercito col grado di Caporale Maggiore nel Distretto militare di Lecco per due anni.
Da sottolineare il fatto che Penna si firmava sempre come “Capo Istruttore Pompiere” e mai come “Comandante” forse, perché all’e-
poca tale mansione non era ancora contemplata nell’organico comunale. Egli all’epoca del concorso – il 1890 – disponeva di una buona competenza essendo inserito nel Corpo dei Civici Pompieri di Milano dal 7 dicembre 1882 in qualità di Vice Capo di 1° Classe, incaricato dell’istruzione degli allievi.
A Milano, in via Ansperto 4, Penna aveva svolto otto anni di servizio continuato, infatti di lui si scrive che aveva un’intelligenza spigliata per le mansioni del suo grado. Era dotato inoltre di una buona preparazione letteraria ed aveva una buona preparazione tecnica, soprattutto rispetto alle attrezzature utilizzate dal Corpo Pompieri all’epoca.
Pietro Penna si teneva comunque sempre aggiornato rispetto a nuovi macchinari e nuove tecnologie in uso, partecipando a Congressi ed esercitazioni allestite spesso fuori Cremona. Nell’espletamento del suo ruolo egli non mancò di stimolare l’amministrazione comunale di Cremona per promuo-vere acquisti atti a migliorare il servizio di spegnimento incendi, fino al punto di progettare lui stesso un carro di secondo soccorso che poteva accelerare ed agevolare il servizio, sempre in caso di incendio.
Rimangono presso l’Archivio di Stato di Cremona i disegni di questo carro di secondo soccorso a dimostrazione della competenza di Penna e della sua volontà di miglioramento del servizio pompieristico, servizio che a Cremona risultava piuttosto in affanno rispetto alle tecnologie in uso nelle città vicine.
Descrizione tecnica del carro di secondo soccorso
Disegno presentato all’Ufficio Tecnico del Comune di Cremona, in scala 1: 10, della fine del sec XIX/inizio XX. Non sappiamo se venne mai realizzato il prototipo di questo carro che risulta piuttosto complesso e completo.
Il carro è disegnato a china, in due colori, nero e rosso, con disegni prospettici per avere una comprensione completa dello stesso: visto di fronte, nella parte posteriore, in quella anteriore, infine di fianco e di sotto. Il carro è dotato inoltre di diversi cassetti: laterali, anteriori ed uno posteriore. Per ogni cassetto è indicato con precisione il materiale che questo doveva contenere.
L’elenco che riportiamo integralmente risulta piuttosto interessante poiché ci rimanda alla storia delle attrezzature in uso nel Corpo Pompieri alla fine dell’Ottocento fino ai primi anni del Novecento.
- Nel cassetto posteriore: 4 secchioni di zinco; 4 secchie di zinco; 20 secchie di tela; 1 sacchetto di tela per contenere le 20 secchie; 20 torcie di resina; 1 recipiente pel petrolio; 5 badili; 1 tridente; 1 bidente; 1 sega a filetto con custodia; 1 mannaia; 1 piccone; 2 martelli da muratore; 2 scalpelli da muratore assortiti.
- Nel secondo cassetto posteriore: 4 lanterne a moccoli; 1 scattola pei moccoli di scorta.
- Sotto il letto del carro: 1 graffio di ferro diviso in due pezzi; 1 scala a gancio snodata; 1 trepiede per fiaccola grande; 1 bastone a punta di ferro pure per la fiaccola grande; 2 cinghie di tessuto per facilitare il tiraggio del carro.
- Nei due cassetti laterali: 2 tubi di aspirazione; 2 bastoni di manovra; 4 bastoni per secchioni; 2 leve di ferro assortite.
- Sui cassetti laterali: 2 fiaccole grandi e relativi paraventi.
- Nel cassetto anteriore: 7 metri di tubo di canapa; 1 corda grossa ad osso; 1 collo d’oca; 1 menera* inglese; 1 menera* per dadi; 1 menera* per l’aspirazione; 1 sacchetto di tela contenente: 1 orificio di ricambio; 4 fascette di tela; 1 sostegno di tessuto con gancio; 1 rocchetto con spago; 1 falcetto; 1 libretto pel corredo.
- Sul letto del carro: 1 pompa Norimberga; 1 lancia completa sulla pompa; 1 corda ad osso (nella vasca delle pompe).
Penna brevettò anche una scala ad arpioni con chiusura automatica premiata all’Esposizione di Milano nel 1906 e ricevette, sempre per questa scala, una medaglia d’argento all’Esposizione di Torino nel 1911. Un altro progetto (questo risulta effettivamente costruito) è quello di un quadriciclo per il “trasporto veloce (delle attrezzature) sul luogo dell’incendio”[costruito dalla Ditta Bertolotti di Soresina (CR) nel 1912].
Qualche soddisfazione gli arrivò ma non dalla città di Cremona dove egli terminò il suo incarico nel 1921.
*Menera = Chiave

