L’ingegno di Gaspare Azzario: la Funiscala e l'arte del soccorso
Se il Comandante Queirazza a Savona rivoluzionava l’evacuazione dei civili, a Torino il pompiere Gaspare Azzario – già celebre per l’omonima cinghia di salvataggio – portava l’agilità del soccorritore a livelli mai visti. La sua "Funiscala", prodotta dalla storica ditta torinese Pietro Berzia, era un capolavoro di pragmatismo tattico: una scala flessibile a segmenti, leggerissima e trasportabile in una busta di tela.
A differenza delle pesanti scale aeree, la Funiscala veniva issata grazie a un’asta e agganciata a balconi o cornicioni tramite un robusto rampone. Il manuale d’uso dell'epoca ne rivela la complessità tecnica: il soccorritore doveva bilanciare il peso del corpo per evitare la rotazione del rampone, trasformandosi in un acrobata del vuoto. Mentre Berzia ne curava la realizzazione industriale, Azzario ne perfezionava il concetto, offrendo ai pompieri uno strumento capace di arrivare dove il fuoco rendeva le scale ordinarie inutilizzabili. Due città, Savona e Torino, unite dallo stesso spirito: vincere l'altezza per salvare la vita.
Questa la descrizione tecnica:
NORME SUL MODO DI SERVIRSI DELLA «FUNISCALA AZZARIO»
A) Estrarla dalla busta di tela, tenendo ferma l'estremità.
B) Unire il primo segmento al rampone per mezzo degli appositi gancetti, con gli anelli del medesimo e così pure per unire i segmenti fra loro. C) Innestare la forcella dell'asta al perno del rampone.
D) Alzare adagio incominciando dal rampone e scorrendo verso l'altra estremità dell'asta, avendo però cura di fissarne prima il calcio contro un arresto sicuro, oppure di farlo tenere con un piede da un compagno.
E) Agganciarla possibilmente da soli a roccie, balconi o a qualsiasi fulcro.
SALITA
La salita va fatta secondo i modi ed i luoghi ove viene fissato il rampone, ed uno alla volta con la massima accuratezza.
1) Se il rampone viene agganciato in modo che la scala faccia aderenza alla parete, la salita si fa di fronte, curando che la punta del piede urti contro la parete onde distanziare lo scalino successivo dalla medesima.
2) Quando invece il rampone viene agganciato a balconi, alberi, sbarre, ecc., tutti i luoghi sui quali il rampone potrebbe girare su se stesso, la salita si deve fare dalla parte opposta, ossia verso le punte del rampone, onde compensare col peso del corpo, il punto di sforzo.
3) Giunti all’estremità, non bisogna mai attaccarsi al rampone, ma bensì al balcone, al ramo, ecc.
A differenza delle pesanti scale aeree, la Funiscala veniva issata grazie a un’asta e agganciata a balconi o cornicioni tramite un robusto rampone. Il manuale d’uso dell'epoca ne rivela la complessità tecnica: il soccorritore doveva bilanciare il peso del corpo per evitare la rotazione del rampone, trasformandosi in un acrobata del vuoto. Mentre Berzia ne curava la realizzazione industriale, Azzario ne perfezionava il concetto, offrendo ai pompieri uno strumento capace di arrivare dove il fuoco rendeva le scale ordinarie inutilizzabili. Due città, Savona e Torino, unite dallo stesso spirito: vincere l'altezza per salvare la vita.
Questa la descrizione tecnica:
NORME SUL MODO DI SERVIRSI DELLA «FUNISCALA AZZARIO»
A) Estrarla dalla busta di tela, tenendo ferma l'estremità.
B) Unire il primo segmento al rampone per mezzo degli appositi gancetti, con gli anelli del medesimo e così pure per unire i segmenti fra loro. C) Innestare la forcella dell'asta al perno del rampone.
D) Alzare adagio incominciando dal rampone e scorrendo verso l'altra estremità dell'asta, avendo però cura di fissarne prima il calcio contro un arresto sicuro, oppure di farlo tenere con un piede da un compagno.
E) Agganciarla possibilmente da soli a roccie, balconi o a qualsiasi fulcro.
SALITA
La salita va fatta secondo i modi ed i luoghi ove viene fissato il rampone, ed uno alla volta con la massima accuratezza.
1) Se il rampone viene agganciato in modo che la scala faccia aderenza alla parete, la salita si fa di fronte, curando che la punta del piede urti contro la parete onde distanziare lo scalino successivo dalla medesima.
2) Quando invece il rampone viene agganciato a balconi, alberi, sbarre, ecc., tutti i luoghi sui quali il rampone potrebbe girare su se stesso, la salita si deve fare dalla parte opposta, ossia verso le punte del rampone, onde compensare col peso del corpo, il punto di sforzo.
3) Giunti all’estremità, non bisogna mai attaccarsi al rampone, ma bensì al balcone, al ramo, ecc.



