Paolo Porta: Il genio torinese che superò gli americani
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Dopo i primi grandi successi del corpo dei pompieri sabaudi con l'invenzione e la messa a punto di diversi strumenti per la lotta al fuoco, arrivò un primato destinato a fare la storia. Siamo nel novembre del 1863: un artigiano di Rondissone, un piccolo centro a pochi chilometri da Torino, titolare di un’officina di carrozze nel capoluogo, si presentò al Municipio della capitale sabauda. Il suo nome era Paolo Porta, un carradore tanto anonimo quanto geniale.
Un'intuizione "in scatola di montaggio" Porta non arrivò a mani vuote. Dietro di lui, alcuni operai trasportavano un carico insolito: diverse casse ricolme di travi in legno, scalini, cavi, staffe, viti, bulloni, ruote e pulegge. Nel “Cortile del Burro” di Palazzo Civico, dove allora aveva sede l’arsenale dei pompieri, Porta iniziò a disporre il materiale con ordine metodico. In quel freddo mattino, sotto gli occhi curiosi dei pompieri torinesi, prese forma un’operazione che anticipava di oltre un secolo la filosofia dei moderni mobili scandinavi: una costruzione in scatola di montaggio. Pezzo dopo pezzo, venne assemblata la prima scala aerea a sfilo della storia. Il primato scippato agli americani È comune credere che la scala aerea sia un'invenzione americana risalente al 1878 (brevettata da Daniel Hayes), ma la storia dice altro. Ben quindici anni prima del brevetto statunitense, l'artigiano di Rondissone aveva già ideato e testato un sistema meccanico capace di raggiungere altezze sino ad allora inimmaginabili. La scala di Porta era un capolavoro di ingegneria lignea e metallica:
Dal "Cortile del Burro" all'Europa Il successo fu immediato e travolgente. Quella scala, nata nel cuore di Torino, divenne in breve tempo lo standard d'eccellenza. La sua fama varcò i confini nazionali, tanto che persino il prestigioso corpo dei Sapeurs-Pompiers di Parigi decise di adottare le scale del sistema Porta per i propri interventi nella capitale francese. Con l'aumentare delle commesse e la necessità di una produzione su scala industriale, l'attività legata a queste macchine da soccorso venne col tempo trasferita da Torino a Milano, città che già allora mostrava grandi ambizioni di espansione industriale e commerciale. Oggi, ricordare Paolo Porta significa rendere giustizia a un pioniere che, con viti e legno, ha permesso di salvare migliaia di vite, portando il soccorso laddove prima regnava solo l'impotenza del vuoto. |
Foto di scena dal film "Cuore"








