UNITRE Settimo Torinese: il racconto dei bombardamenti su Torino
Il 30 gennaio 2026, la sede dell’UNITRE di Settimo Torinese ha ospitato un intenso momento di approfondimento storico e civile. Protagonista dell'incontro è stato lo storico Michele Sforza, che ha guidato i numerosi iscritti in un toccante viaggio nel tempo, focalizzato sul drammatico tema della guerra e dei bombardamenti che devastarono Torino durante il secondo conflitto mondiale.
L'evento si è aperto con un’introduzione intima e sentita da parte del relatore, il quale ha voluto condividere con la folta platea una scelta metodologica ed emotiva: «Oggi mi vedrete leggere molto. Di solito preferisco parlare a braccio, ma preparando questo incontro mi sono reso conto che le storie che sto per condividere sono così cariche di vita, di dettagli preziosi e di testimonianze d’epoca, che non volevo rischiare di perdere nemmeno una virgola. Leggerò perché queste parole sono anche dei cronisti dell’epoca e di quegli uomini che hanno vissuto l’inferno». Un approccio rigoroso, volto a far arrivare al pubblico, senza filtri, la cruda realtà della vita tra la polvere e le macerie delle strade torinesi.
Collocandosi a ridosso del 27 gennaio, l'appuntamento ha assunto un profondo valore legato alla Giornata della Memoria. Sforza ha voluto dedicare una riflessione speciale al ruolo dei Vigili del Fuoco di Torino in quegli anni bui, ricordando come per il Corpo questa ricorrenza rappresenti una ferita ancora aperta. Oltre al compito istituzionale di spegnere gli incendi, molti pompieri scelsero la via della libertà e della Resistenza, rifiutando di piegarsi al regime e pagando un prezzo altissimo: la deportazione nei treni piombati o la morte nei combattimenti.
L'incontro di Settimo Torinese ha dimostrato, ancora una volta, come la memoria storica non sia una sterile celebrazione del passato, ma un patrimonio vivo e necessario per difendere, anche oggi, i valori della dignità e dell'umanità.
L'evento si è aperto con un’introduzione intima e sentita da parte del relatore, il quale ha voluto condividere con la folta platea una scelta metodologica ed emotiva: «Oggi mi vedrete leggere molto. Di solito preferisco parlare a braccio, ma preparando questo incontro mi sono reso conto che le storie che sto per condividere sono così cariche di vita, di dettagli preziosi e di testimonianze d’epoca, che non volevo rischiare di perdere nemmeno una virgola. Leggerò perché queste parole sono anche dei cronisti dell’epoca e di quegli uomini che hanno vissuto l’inferno». Un approccio rigoroso, volto a far arrivare al pubblico, senza filtri, la cruda realtà della vita tra la polvere e le macerie delle strade torinesi.
Collocandosi a ridosso del 27 gennaio, l'appuntamento ha assunto un profondo valore legato alla Giornata della Memoria. Sforza ha voluto dedicare una riflessione speciale al ruolo dei Vigili del Fuoco di Torino in quegli anni bui, ricordando come per il Corpo questa ricorrenza rappresenti una ferita ancora aperta. Oltre al compito istituzionale di spegnere gli incendi, molti pompieri scelsero la via della libertà e della Resistenza, rifiutando di piegarsi al regime e pagando un prezzo altissimo: la deportazione nei treni piombati o la morte nei combattimenti.
L'incontro di Settimo Torinese ha dimostrato, ancora una volta, come la memoria storica non sia una sterile celebrazione del passato, ma un patrimonio vivo e necessario per difendere, anche oggi, i valori della dignità e dell'umanità.





